Agrigento Valle dei Templi

Piano del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento

I monumenti della Valle dei Templi non possono essere considerati solo come manufatti architettonici, unità isolate dal loro contesto territoriale, individuate da un’area di rispetto più o meno estesa, ma vanno intesi come una unità territoriale, definita da un assetto complessivo dei monumenti all’interno di un paesaggio unico.

Non si può pensare alla conservazione dei monumenti senza pensare al recupero e alla conservazione dell’assetto dell’intera Valle, che renda compatibile le esigenze di fruizione del patrimonio archeologico con le “fragilità” (geologiche, vegetazionali, archeologiche) del paesaggio agrigentino e con le sue possibilità di sviluppo.

L’inserimento, ad opera dell’UNESCO, della Valle dei Templi tra i “patrimoni dell’umanità”, rappresenta per il territorio agrigentino non tanto la conferma del suo straordinario valore culturale, quanto il riconoscimento dell’unicità dei valori che lo compongono: i monumenti archeologici ed il paesaggio agrario e naturale che li contiene e li conserva.

L’intervento dell’UNESCO ha confermato il convincimento che la Valle costituisce una risorsa da valorizzare in quanto paesaggio culturale, espressione di una interazione dinamica tra l’uomo e la natura e testimonianza di una lunga, ininterrotta, evoluzione biologica e culturale.

Un paesaggio, risultato di un sistema agricolo che ha prodotto alimenti e materie prime, è ancora testimone di una cultura materiale, ha prodotto benessere intellettuale e spirituale ed è stato fonte di ispirazione creativa, è rifugio di biodiversità e fornisce fondamentali funzioni ambientali.

E’ il paesaggio produttivo dell’arboricoltura asciutta, condotta secondo le tecniche dell’aridocoltura; un paesaggio storico che conserva ancora sostanzialmente intatto, malgrado gli evidenti segni del degrado, i caratteri propri di quel sistema tradizionale del mandorlo e dell’olivo predominante in ampie aree della Sicilia fino agli anni ’60 del secolo scorso. Un paesaggio, risultato di un sistema agricolo oggi in crisi, per le mutazioni degli scenari economici agronomici ed economici, ma il cui valore culturale inizia ad essere riconosciuto come importante risorsa, indivisibile da quella rappresentata dai beni archeologici.

La tutela e la valorizzazione delle reti ambientali e dei corridoi ecologici è stato infine strumento fondamentale per la definizione dell’assetto unitario del territorio, per il suo equilibrio (protezione delle biodiversità) e per la stessa definizione e gestione delle trasformazioni possibili e sostenibili

 

Con: Politecnica, capogruppo (Modena), Ferrara Associati (Firenze), Geo (Bari), Ecosfera (Roma) Praxis (Roma), Ernesto De Miro (Agrigento), Gualtiero Harrison (Bologna).

pubblicazioni

Teresa Cannarozzo
“Archeo-scape – Il paesaggio dei Templi”
Architettura del Paesaggio n°21 settembre/dicembre 2009
Paysage Editore, Milano

Gabriele Giacobazzi
“Recupero combinato Nuovi itinerari “verdi” tra rovine e monumenti. Questa è la ricetta proposta per riqualificare il Parco della Valle dei Templi di Agrigento”
Progetto & Pubblico n°18/2005
OICE, Roma

Guido Ferrara e Giuliana Campioni
Paesaggi di idee. Uno sguardo al futuro della Valle dei Templi di Agrigento
Alinea editrice, 2005, Firenze